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La birra tedesca
Nome: DAB Dortmunder Export Produttore: Dortmunder Actien-Brauerei Nazione di appartenenza: Germania Gradazione: 5% Vol. Stile: Lager light - Dortmunder Export Colore: oro Tra le svariate qualità di lager prodotte in Germania, spicca per originalità la categoria delle Dortmunder Export, dette spesso, più semplicemente, dort. Questo stile fiorì dopo la Prima Guerra Mondiale, nell’area attorno a Dortmund, allorché si intensificò lo sfruttamento delle miniere della Ruhr, e proliferarono le industrie siderurgiche nella zona. Scopo primario del nuovo prodotto, calmare la sete della sempre crescente massa di lavoratori, e allo stesso tempo fornire un po’ di sostanza in più rispetto ad una normale pilsner, o ad una tradizionale helles. Per questo, le birre etichettate come export si distinguono per un corpo denso e ricco, un gusto molto secco, ed una gradazione alcolica leggermente superiore rispetto alle altre lager bionde in commercio. La DAB (Dortmunder Actien-Brauerei) è uno dei due birrifici più importanti di Dortmund, e come la rivale DUB (Dortmunder Union-Brauerei) ha nella export il suo prodotto più tipico. E assieme a quella targata DUB, a mio giudizio migliore, questa export è la più classica interprete dello stile. A partire dal colore intenso e dorato, dalla cristallina limpidezza turbata da qualche occasionale bolla, dalla schiuma ruvida e persistente, le caratteristiche tipiche ci sono tutte. L’aroma è secco di lievito a bassa fermentazione, quasi gassoso, con una leggera nota di zolfo. Il corpo, grazie all’acqua delle sorgenti vicine alla Ruhr, è denso e morbido. Il gusto è strutturato di malto, con un riecheggiare dello zolfo e una chiusura decisa sul luppolo, che prelude ad un finale estremamente secco e prolungato. Il mio rapporto con le export è piuttosto complesso. Lascio da parte la Dortmunder Union, che ho potuto gustare – con immenso piacere – solo in Germania, e che fuori dai confini tedeschi ho trovato solo negli Stati Uniti. I due esemplari reperibili in Italia, la DAB e la Gulpener Dort, suscitano in me un dubbio amletico su quale sia la migliore. Da “intenditore” indicherei senz’altro la DAB, che rispetta a fondo lo stile dichiarato sulla bottiglia, e anzi è tra i prodotti che lo definiscono. Da “bevitore” invece, preferisco di gran lunga la Gulpener, che, pur deviando parecchio dai dettami di tale stile, è, detta in soldoni, infinitamente più buona…. Lascio l’ardua sentenza a chi avrà la tenacia e la fortuna di trovare queste birre. Per il momento, il cervello dice DAB, il cuore (e la gola) dice Gulpener.
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