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La costruzione del muro negli anni’70
Nonostante la chiusura degli Stati del Patto di Varsavia verso l'Ovest, che ha trovato la sua più dura espressione nella costruzione del Muro di Berlino il 13 agosto 1961, fu imperativo, per eminenti motivi di ragion di stato, cercare il dialogo politico anche con l'Unione Sovietica in quanto potenza guida dell'Est. Infatti, già nel settembre 1955, i due Stati avevano ripreso le relazioni diplomatiche. Obiettivo ultimo della "Ostpolitik" (politica rivolta all'Est dell'Europa) di Willy Brandt, eletto Cancelliere federale nel 1969, fu quello di migliorare le relazioni con gli Stati dell'Est europeo e di rendere sopportabili per le persone, le conseguenze della divisione della Germania. Nel marzo 1970 s’incontrarono per la prima volta il Cancelliere federale Willy Brandt ed il Primo Ministro dell'ex-Rdt Willy Stoph. Nell'agosto dello stesso anno fu firmato a Mosca il trattato sulla rinuncia all'uso della forza e sul riconoscimento dello status quo. Nella cosiddetta "lettera sull'unità tedesca", consegnata nella stessa occasione, il governo federale dichiara la non-contrarietà del trattato all'obiettivo dell'instaurazione di una situazione di pace in Europa, in cui "il popolo tedesco possa, con l'autodeterminazione, liberamente ripristinare la sua unità". Nel dicembre 1970 fu firmato il trattato di Varsavia in cui la Repubblica federale ribadisce l'inviolabilità del confine esistente con la Polonia (linea dell'Oder-Neiße). Nel trattato fondamentale firmato dai due Stati tedeschi nel dicembre 1971, le due parti contraenti stabilirono la rinuncia alla minaccia reciproca e all'uso della forza, l'inviolabilità del confine intertedesco e il rispetto dell'indipendenza e dell'autonomia dei due Stati. Seguì un ulteriore accordo di rinuncia alla violenza con il Trattato di Praga firmato nel dicembre 1973 dall'allora Cecoslovacchia e dalla Repubblica federale. Una tappa importante negli sforzi per la distensione fatti a partire dagli inizi degli Anni '70 fu, nel 1975, la firma dell'Atto conclusivo della Conferenza per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa di Helsinki. In esso i 35 Stati firmatari concordarono raccomandazioni per la promozione della distensione, per la cooperazione economica, per la libertà di circolazione transfrontaliera e per il rispetto dei diritti dell'uomo.
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