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Giocatori titolari della Germania ai Mondiali 2006
Torsten Frings aveva appena esordito in nazionale, nel febbraio del 2001, quando accade qualcosa di inusuale. Otto ragazzi si presentarono alla sua porta, suonarono il campanello e chiesero: "Herr Frings, volevamo domandarle se ha voglia di fare quattro tiri con noi". Frings non esitò a trascorrere l'ora e mezza successiva con i ragazzi, sul campetto locale. "Volevo soltanto correre un po’, non è stato un problema e mi sono divertito moltissimo", ammise in quell’occasione. Curiosamente, soprattutto considerando l’episodio appena descritto, Frings è noto per l'umore lunatico e spesso si allena senza dire neanche una parola o rivolgere un saluto ai tifosi in attesa. Dopo le esperienze al Werder Brema ed al Borussia Dortmund, si è trasferito al Bayern Monaco dove non ha però trovato l’ambiente adatto per esprimersi al meglio. Di ritorno a Brema per la stagione 2004/05, l’incontrista principe del centrocampo tedesco è letteralmente rinato, soprattutto durante l'ultimo campionato, attirando l'attenzione su di sé grazie a prestazioni sempre affidabili. Dotato di velocità, ottimo controllo di palla e grande versatilità, Frings è attualmente un elemento chiave, sia del Werder Brema che della nazionale. Presentatosi come uno degli ultimi appartenenti alla vecchia generazione di calciatori tedeschi, al Mondiale 2002 Frings si è rivelato il centrocampista difensivo più affidabile in assoluto fra le 32 nazionali partecipanti. Dotato di personalità spiccata, non si è mai tirato indietro al momento di farsi rispettare, come fece ad esempio rimproverando David Beckham dopo un duro scontro a centrocampo, ai tempi in cui quest’ultimo militava ancora nel Manchester United. Il rispetto dei compagni di squadra Sono stati i Mondiali del 2002 a collocare Frings, originario della Renania e padre di due bambini, nell’elite del calcio tedesco. Oggi i giocatori giovani lo rispettano e lo ascoltano quando fornisce consigli tattici: "Per me è il giocatore più importante della nazionale", ribadisce Klaus Allofs, direttore sportivo del Werder Brema, parlando del suo protetto. Come Bernd Schneider, Frings, nel corso della sua carriera, ha giocato praticamente in tutte le posizioni: da laterale destro di difesa ad ala sinistra. Ha imparato a giocare per strada, nella città natale di Alsdorf, vicino Aachen, prima di farsi spazio nelle squadre giovanili e segnare un numero di gol tale da farsi notare da tutti i talent-scout della nazione. Frings è fermamente convinto che lavorare duro sia l'unica strada verso il successo: "Il solo talento non porta da nessuna parte: Zidane e Beckham si allenano sempre qualche ora in più per migliorare". A tal proposito è fermamente convinto che la sua carriera abbia ancora molto in serbo per lui: "Credo di avere ancora margini di miglioramento. Non penso di aver raggiunto il mio limite. Non smetterò di spingermi oltre e voglio ancora vincere un paio di titoli importanti". Quattro anni fa è arrivato secondo al Mondiale con la Germania: "Non è stato niente di eccezionale. Siamo arrivati soltanto secondi - insiste, convinto che la squadra tedesca possieda ciò che serve per vincere la Coppa del Mondo 2006. Sarebbe la più grande esperienza della mia vita".
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